Nella giornata di ieri, 16 settembre 2026, è stata ufficialmente pubblicata la nuova edizione della ISO 9001:2026.
Per tutte le organizzazioni che hanno strutturato le proprie attività attorno a questo standard, questo evento non rappresenta semplicemente la revisione di un documento normativo, ma segna l’avvio di un percorso di aggiornamento e crescita organizzativa stimolante.
La ISO 9001 costituisce da sempre la colonna portante dei sistemi di gestione aziendali e comprendere la nuova direzione significa, per un’impresa, allineare i propri processi all’evoluzione delle prassi internazionali.
Se nei primi capitoli dello standard si definiscono il contesto e le linee guida operative, è negli ultimi due capitoli — la Valutazione delle Prestazioni (Capitolo 9) e il Miglioramento (Capitolo 10) — che si concretizza l’essenza del ciclo Plan-Do-Check-Act (PDCA).
Scopriamo quindi le novità principali introdotte in queste due sezioni.
Capitolo 9: la bussola delle prestazioni e le parti interessate
Il Capitolo 9 mantiene la sua struttura fondamentale articolata in monitoraggio, audit interni e riesame della direzione, ma si arricchisce di dettagli che ne modernizzano la portata operativa.
- Misurare la Customer Satisfaction: il paragrafo 9.1.2 aggiorna la misurazione della soddisfazione del cliente alla luce delle nuove dinamiche di mercato, inserendo esplicitamente nelle note informative i canali digitali contemporanei come fonti per raccogliere i feedback.
- Audit interni orientati ad obiettivi specifici: nel paragrafo 9.2, oltre alla definizione di criteri e campo di applicazione di ciascun audit, viene introdotto il requisito esplicito di definire gli obiettivi della singola verifica della qualità.
L’attività di audit supera così la semplice ricerca di conformità, richiedendo la formalizzazione del motivo strategico per cui la verifica viene pianificata. - Le parti interessate entrano nel riesame: la variazione di maggior importanza nel paragrafo 9.3 riguarda l’introduzione di un nuovo input, ovvero la valutazione dei cambiamenti nelle esigenze e aspettative delle parti interessate rilevanti (in diretto raccordo con il punto 4.2). Il management è così chiamato a integrare costantemente l’evoluzione del contesto esterno nell’analisi strategica aziendale.
Capitolo 10: il miglioramento continuo al centro della scena
Se il Capitolo 9 misura lo stato dell’organizzazione, il Capitolo 10 indica le azioni per evolvere e quindi una riorganizzazione concettuale significativa rispetto al testo del 2015.
- Fusione strutturale e centralità del miglioramento continuo: il paragrafo 10.1 abbandona la denominazione di “Generalità” per tramutarsi in “Miglioramento continuo”. Esso, infatti, non è più considerato una conseguenza finale del processo, ma ne costituisce la linea guida d’apertura.
- Sincronia diretta tra valutazione e azione: nel nuovo paragrafo 10.1, le analisi delle prestazioni e gli esiti del riesame si collegano direttamente all’avvio delle azioni di miglioramento, trasformando la raccolta dati e l’operatività in un unico flusso continuo.
- Miglioramento esteso ai processi: l’ambito di applicazione delle azioni di miglioramento viene ridefinito per includere espressamente i processi aziendali, accanto a prodotti e servizi, confermando che l’efficienza interna dell’organizzazione è elemento determinante per la qualità finale.
- Gestione delle Non Conformità: il paragrafo 10.2 preserva l’impostazione metodologica consolidata per l’analisi delle cause e l’attuazione delle azioni correttive, adottando adeguamenti terminologici coerenti con la nuova struttura armonizzata (Harmonized Structure) degli standard ISO.
L'evoluzione della Qualità nell'era della velocità
La pubblicazione della ISO 9001:2026 offre a ogni azienda certificata l’occasione per riflettere sul ruolo concreto del proprio sistema di gestione. L’integrazione dei canali digitali per misurare la percezione del cliente e la priorità accordata all’ascolto delle parti interessate dimostrano come i confini aziendali debbano farsi più aperti e reattivi rispetto al passato.
La scelta di porre maggiormente l’attenzione sul miglioramento continuo evidenzia che la qualità non può ridursi a un mero mantenimento degli standard acquisiti, ma deve tradursi in una capacità di adattamento permanente.
Per le organizzazioni certificate, il passaggio a questa nuova versione rappresenta un’opportunità strategica per riesaminare le dinamiche interne e trasformare la conformità normativa in un fattore concreto di competitività.
Siamo entusiasti di intraprendere questo nuovo percorso e non vediamo l’ora di metterci all’opera, e voi?
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