Come (e perché) fare oggi quel che si vorrebbe rinviare a domani

Se tra i vostri buoni propositi per il 2020, quelli che a metà gennaio ogni anno puntualmente sono già archiviati, c’era quello di impegnarvi a non procrastinare compiti e incombenze, soprattutto in ambito professionale, queste righe fanno per voi.

Nicoletti & Associati SrlSul tema si è scritto e detto moltissimo, da parte di psicologi, mental coach ed esperti di organizzazione aziendale.

Due punti però ci sembrano utili, proprio nella misura in cui vanno controcorrente rispetto alle opinioni e ai consigli più diffusi.

Primo punto: la tendenza a procrastinare non ha nulla a che fare con la gestione del tempo (il cosiddetto time management), bensì riguarda il controllo delle proprie emozioni.

Secondo punto: in alcune specifiche circostanze procrastinare può diventare una virtù, tanto che alcuni studiosi hanno introdotto il concetto di “procrastinazione attiva”, ovvero un’attitudine a dilazionare volontariamente la realizzazione di un progetto che favorisce l’emergere di idee e soluzioni più innovative, privilegiando il potenziamento della creatività a una produttività immediata. Esempio illustre Leonardo Da Vinci, che impiegò più di 10 anni per portare a termine la Gioconda.

Se non siete Leonardo, e le scadenze che incombono vi angosciano, è probabile che a mettervi in crisi non sia tanto l’incapacità di concentrarvi o la scarsa determinazione, quanto piuttosto l’ansia da prestazione: quel mix velenoso di perfezionismo e bassa autostima. Procrastinare diventa in questo caso una strategia per allontanare da sé l’emozione negativa di un potenziale fallimento: un sollievo momentaneo che però innesca un circolo vizioso dove stress e senso di colpa si alimentano a vicenda.

Nicoletti & Associati SrlVi riconoscete in questo ritratto?

Sappiate che appellarvi alla forza di volontà o a una programmazione più stringente delle attività serve a poco, come tutti i rimedi che curano i sintomi e non le cause.

Lavorare sulla consapevolezza di sé e sul controllo delle proprie emozioni è senz’altro la via maestra nel lungo periodo. Nel breve potete provare ad adottare qualche stratagemma: se la mole e la vastità dei progetti che avete di fronte sul lavoro vi incute ansia e timore, provate a scomporli in una miriade di piccole azioni da affrontare una alla volta, concentratevi sull’esecuzione concreta del singolo passo, imparate a gestire l’ansia e le emozioni negative in dosi omeopatiche, per poi alzare piano piano l’asticella.

Farcela da soli vi sembra impossibile?

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